Gli Indistinti Confini, dalle Metamorfosi di Ovidio, indaga la soglia dell’essere e dello sparire, non come opposizione ma come zona di intensità. Il nero dominante non è assenza di luce ma condizione originaria, grembo e abisso. La metamorfosi non è evento ma stato permanente. Le coreografie, sono attraversate da immagini fisse, improvvise: il tempo presente contiene l’agire e lo svanire. Una riflessione sulla forza della natura e l’impermanenza della forma: l’essere si afferma proprio nel momento in cui perde definizione, e il presente contiene in sé tutte le metamorfosi.
Performance il 19 e 20 marzo alle ore 21 presso la palazzina Livi, Corte dei Miracoli, via Roma, 56 a Siena.
